CENTRALI DI BETONAGGIO
CENTRALI DI BETONAGGIO.
Il confezionamento delle malte e dei calcestruzzi richiede vari tipi di macchine da scegliere in relazione alle caratteristiche e alla quantità del prodotto finito e al tipo di impiego. Tali macchine possono essere distinte in betoniere, impastatrici, molazze e, per impianti più complessi, centrali di betonaggio.
CARATTERISTICHE DELLE CENTRALI DI BETONAGGIO.
Le centrali di betonaggio fondamentalmente possono suddividersi in due grandi categorie: centrali di betonaggio di tipo "verticale" o "a torre" e centrali di betonaggio di tipo "orizzontale".
Le centrali di betonaggio del tipo "verticale" sono caratterizzate dal fatto che gli inerti vengono sollevati dalla quota del terreno con mezzi meccanici di vario genere (nastri trasportatori, elevatori a tazze, pale meccaniche, etc.) ed immessi in una tramoggia sospesa; da questa essi passano alle successive fasi di lavorazione, per gravita, e cioè muovendosi verticalmente verso il basso.
Nelle centrali di betonaggio di tipo "orizzontale" invece, gli inerti sono accumulati direttamente al suolo e la loro utilizzazione avviene essenzialmente in un piano orizzontale, senza sollevamento dal piano del terreno.
Le centrali di betonaggio del primo tipo, portando tutto il peso in alto, necessitano di tramogge molto capaci, di robuste strutture di sostegno e di adeguate opere di fondazione.
Le centrali di betonaggio del secondo tipo, invece, scaricando direttamente i pesi sul terreno, non hanno bisogno di speciali e costose opere o strutture di sostegno.
Da quanto sopra deriva che le centrali di betonaggio di tipo orizzontale risultano più leggere, di montaggio rapido ed economico, facili da spostare.
Va rilevato che fino a qualche anno fa, non esisteva tra i due tipi di centrale di betonaggio alcuna concorrenza, in quanto le centrali di tipo orizzontale erano limitate a produzioni di calcestruzzo relativamente basse (max 15 mc/h di calcestruzzo reso) e quindi quegli imprenditori che necessitavano di produzioni più elevate, non avevano altra scelta che orientarsi verso le centrali di tipo verticale. Queste ultime infatti possono dare produzioni fino a 150 mc/h di calcestruzzo reso e oltre.
CENTRALI DI BETONAGGIO ORIZZONTALI.
Le centrali di betonaggio “orizzontali”, sono cosi denominati in relazione alla struttura delle tramogge di stoccaggio inerti, che sono disposte in linea, e soprattutto per il loro sviluppo orizzontale.
Questi impianti sono costituiti da un gruppo inerti con tramogge di stoccaggio separate (da 4 a 8) e bilancia, gruppo sili cementi con coclee di estrazione e bilancia, gruppo dosaggio additivi, gruppo dosaggio acque, nastri e coclee di scarico in autobetoniera.
Hanno una produzione oraria che oscilla tra i 60 e 90 mc/h e sono così strutturati: le tramogge delle sabbie e delle ghiaie, sono collegate nella parte inferiore della struttura alla bilancia inerti e il materiale viene dosato, a gravità, con l'apertura delle bocchette poste sul fondo delle singole tramogge. Il sistema di pesatura è composto da una vasca, il cui perimetro superiore aperto coincide con le aperture delle bocchette, sospesa alle leve della bilancia o, nei modelli attuali, a celle di carico che ne controllano e determinano il peso.
Normalmente, essendo il sistema di pesatura composto da un'unica vasca, ciò avviene in successione. Inoltre, il fondo della bilancia è costituito da un nastro (estrattore) posto longitudinalmente, che permette il convogliamento dei materiali all'esterno della bilancia
stessa verso un secondo nastro (inclinato), per raggiungere la tramoggia d'ingresso
dell'autobetoniera. Il dosaggio dell'acqua per questo tipo di centrali di betonaggio è normalmente effettuato a volume. I componenti, che sono per ovvie ragioni dosati separatamente, vengono mischiati direttamente all'interno della betoniera.
1. Tramoggia primaria; 2. Nastro estrattore; 3. Nastro trasportatore; 4. Nastro direzionale; 5. Nastro carrellato; 6. Centrale di dosaggio; 7. Cella di carico; 8. Nastro estrattore temporizzato; 9. Nastro convogliatore un senso di marcia; 10. Nastro alim. benna; 11. Benna di carico; 12. Mescolatrice; 13. Dosatore cemento a pes. elettronica; 14. Dosat. acqua volumetrico; 15. Silos polmone impasto
CENTRALI DI BETONAGGIO A TORRE
Questo tipo d'impianto, nata per l'impiego in grandi opere, consente elevate produzioni, fino a 300 metri cubi ora, con gradi di precisione particolarmente impegnativi.
è utilizzato principalmente per la realizzazione di dighe dove la quantità di calcestruzzo è imponente e la qualità richiesta elevata. Le centrali di betonaggio a torre hanno il vantaggio di avere la movimentazione dei componenti per l'estrazione, il dosaggio e l'immissione nel mescolatore esclusivamente per gravità.
La movimentazione per gravità comporta una notevole riduzione degli elementi meccanici che intervengono nei momenti di punta del processo produttivo con risparmio nelle potenze installate e soprattutto con semplificazione e/o mancanza di manutenzione.
Lo stoccaggio verticale degli inerti consente grandi volumi in una superficie di base relativamente piccola; questa particolare disposizione favorisce un dimensionamento ottimale della bilancia (o delle bilance) degli inerti che quindi risulta di tara molto contenuta rispetto al peso totale.
I tempi di ciclo della produzione risultano ridotti rispetto ad altri tipi di impianto proprio per la assenza di trasportatori; comunque l'aspetto più importante è la notevole riduzione del tempo del primo ciclo.
Il principio di funzionamento resta, per la parte relativa al dosaggio, identico a quello delle centrali di betonaggio orizzontali. La differenza sostanziale resta legata al movimento del materiale pesato.
Si sviluppa in verticale con altezze che arrivano a 40 metri e nel caso delle dighe viene normalmente collocato nella parte alta del fianco montagna, sopra l'opera, per facilitare il trasporto del calcestruzzo che avviene con benne movimentate da gru o teleferiche. In questi casi l'impianto è costituito da un gruppo inerti nella parte superiore della torre, un gruppo bilance e cementi nella parte appena inferiore, un gruppo tramogge di attesa con distributore che convoglia i materiali nei mixer o nelle betoniere fisse nella parte più bassa.
La sua enorme potenzialità produttiva è ottenuta grazie alle seguenti caratteristiche peculiari: il dosaggio degli aggregati avviene in contemporanea con un bilancia per ogni singolo componente, riducendo così i tempi rispetto al dosaggio in successione. Appena terminato il dosaggio tutti i materiali vengono scaricati nelle tramogge di attesa che consentono di tenere in stand by i materiali dosati liberando le bilance, permettendo quindi, nell'unità di tempo, una produzione maggiore. Inoltre, l'impiego di bilance dedicate a ogni singolo materiale consente, per ovvie ragioni di regolazione, una maggiore precisione.
Il caricamento è effettuato con un complesso di nastri trasportatori molto articolato per via delle altezze delle tramogge di stoccaggio che variano tra i 25 e 40 metri di altezza. In casi piuttosto rari è impiegato in centrali di preconfezionamento che in ragione di un grande bacino di utenza, e di conseguenza con necessità di produzioni elevate, possono ammortizzare i costi e la gestione piuttosto impegnativi di questo tipo d'impianto.
CARATTERISTICHE DELLE CENTRALI DI BETONAGGIO A TORRE.
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eliminazione dei nastri trasportatori e produzione più veloce
per la caduta diretta del materiale;
- struttura compatta ideale per spazi ridotti;
- resa elevata;
- semplicità di manutenzione;
CENTRALI DI BETONAGGIO MONOBLOCCO
Le centrali di betonaggio "monoblocco" sono costituite, come si evince dal nome, da un unico apparato costituito da silos per cemento alla cui base sono installati il miscelatore e la betoniera e i dispositivi di dosaggio.
Questo impianto è fornito di caricamento a raggi (bracci o benne) raschianti e ha una produzione oraria che può variare, in relazione ai modelli, tra i 12 e 35 mc/h di calcestruzzo reso. Le centrali di betonaggio monoblocco sono molto utilizzati in cantieri edili di opere civili di medie e grandi dimensioni soprattutto per getti e malte complementari, oppure per realizzazioni particolari non facilmente programmabili.
Per le sue caratteristiche di trasportabilità (un solo autoarticolato), facilità d'installazione e dimensioni ridotte può agevolare considerevolmente la produzione di buone quantità di calcestruzzo in cantieri ubicati in luoghi distanti da centri di preconfezionamento e vendita.
Di contro non è molto indicato per calcestruzzi con aggregati di grande pezzatura e per mix
– design particolarmente impegnativi, in quanto non provvisto di stoccaggio inerti e di conseguenza della possibilità di selezionare le diverse pezzature.
Alcuni modelli, con dimensioni leggermente più grandi sono muniti di quattro tramogge di alimentazione che permettono la produzione di calcestruzzi standard.
